TRA MITO, FANTASIA E RALTA’: “Sogni di un epoca lontana!!!”
… Sentivo l’odore dell’estate che riempiva l’aria mentre con i miei legionari marciavo nelle campagne …
Sentivamo l’erba solleticarci i piedi, nonostante indossassimo i calzari, ormai impolverati da molti giorni di cammino, e solo la brezza fresca del mattino, penetrando tra le aperture del pesante elmo, alleviava le fatiche ed i gravi pensieri di chi ormai manca dai suoi affetti da più di 30 lune.
Mai degli uomini si spinsero così lontano, oramai tutto era nuovo, piante, bestie e volti d’uomo, una sola cosa non era cambiata: la Legione! Nulla aveva più l’aspetto che tutti conoscevano, ed in quell’angolo di mondo non tutti capivano cosa il fato avesse riservato loro. Ed io, che allora ero poco più che un ragazzo, vivevo quei momenti pensando più a riempirmi lo stomaco di carni di bestie e vino nero che ad assaporare la grandezza di quei giorni …
… Ricordo ancora bene il giorno in cui arrivai alla XXX^ Legio … ad accogliermi c’era un uomo rude, la sua parlata tradiva origini nordiche, forse la provincia di Brixia. Il suo aspetto non nascondeva i segni delle scorribande passate e la sua mano, ferma e decisa faceva intendere la risolutezza delle sue intenzioni. Era un membro del Consiglio della Legione, il suo nome era Shrek!
Capii subito di dovermi affidare alle sue istruzioni. Mentre mi conduceva dal Legatus Legionis, ebbi l’onore di conoscere l’uomo che tutti chiamano il Mastino, anch’egli veniva dalle campagne di Brixia. Quest’uomo portava nel corpo i segni delle battaglie e dalle sue parole si potevano percepire le lacrime amare dei fasti di epoche dorate. Entrambi mi accompagnarono dal comandante.
Il suo nome era Saif … il suo aspetto non tradiva emozioni e le sue parole non lasciavano intendere quali fossero le sue terre natie, anche se le voci parlano di una città lontana sospesa tra terra e mare: “Al-madinati al-bunduqeya”. Egli conosceva le lingue dei Galli, dei Sassoni e delle tribù accampate lungo le rive del Tigri e dell’Eufrate e dei beduini del deserto. Al suo cospetto mi sentivo come trafitto da piccole spine che stringono il costato, tanto da tagliarmi il fiato in gola e non farmi proferire parola. Quando si avvicinò a me, mi mise una mano sulla spalla, mi porse il braccio per il saluto legionario e disse due parole che non dimenticherò mai più
… VIS ET HONOR! ...
Non capii il significato!
Lasciai la tenda del Legatus e fui condotto da Atropo, detto l’esattore, a lui spettava il mantenimento dell’economato di tutta la legione. Il Consiglio di Legione riponeva in lui grande fiducia affidandogli un compito così delicato. Figlio della Lupa faceva della precisione la sua dote migliore.
Giunsi infine nell’accampamento dei legionari … incrociai sguardi di gente fiera, i loro occhi erano specchi di animi che ardono di passione sincera. Incontrai Taunus e Russian, che inizialmente mi accolsero con diffidenza, ma che col tempo si dimostrarono amici leali; vidi Bonzo, Snake e Bionico intenti a far il filo alle lame delle loro spade, mentre Idra discuteva con Blaster, immersi in un mare di progetti e disegni, sulla fabbricazione di nuovi strumenti da battaglia.
Arrivai infine alla mia lettiga … un angolino di tenda con un mucchio di paglia come giaciglio … la casa del legionario … quell’angolino, dopo 10 lune di marce interminabili per raggiungere luoghi dai nomi impronunciabili a sedare rivolte, diventa la tua casa, il luogo dove segretamente dai spazio ai tuoi affetti e ricordi gelosamente conservati durante tutto il giorno…
Vicino a me vedo 3 uomini distesi a riposare, così chiedo ai miei accompagnatori chi fossero, erano Arek, Ultimo e Dankan, appena rientrati da 6 giorni di pattugliamento nei boschi in avanscoperta.
E mille altri volti vidi, mille altri sorrisi scambiai e mille altre mani strinsi …
Ora non sono più il giovane legionario arrivato in una assolata giornata d’estate, sono un centurione veterano, molte battaglie ho combattuto e molti fratelli ho incontrato lungo il mio cammino, molti dei quali la memoria non mi fa dono del ricordo, ma dai quali ho sempre cercato di cogliere il meglio …
Una cosa ho ancora ben impressa nella mente: la prima volta che sentii quelle parole “Vis et Honor”, “Forza e Onore”, non sono solo fiato e suoni, sono una promessa di onestà, lealtà e sostegno reciproco, sono le parole che mi hanno traghettato in questa fantastica avventura!
… Anche tu potresti essere parte di quest’avventura… Diventa Legionario!!!
